In un contesto volatile e incerto, anticipare l’evoluzione del rischio di credito diventa un fattore strategico per le imprese, che devono affrontare nuove dinamiche macroeconomiche e settoriali.
Dopo il rimbalzo post‑pandemico, il tema delle insolvenze aziendali torna al centro dell’analisi del rischio d’impresa. In un’analisi realizzata dagli economisti Coface, in Italia i dati sembrano essersi assestati su valori più elevati rispetto al periodo pre Covid (circa 28% di insolvenze in più fra il 2019 e il 2025), mentre le proiezioni per il 2026 indicano volumi superiori alla media storica.
Il 2026 si caratterizza come un anno con un elevato rischio di credito soprattutto in alcuni settori maggiormente esposti al ciclo economico. Questo delinea un quadro di vulnerabilità che interessa ampie aree del tessuto produttivo.
Il peggioramento del quadro settoriale risente anche di un contesto geopolitico sempre più instabile e che contribuisce ad amplificare la volatilità di alcuni settori. L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha già avuto conseguenze significative sui mercati, che hanno reagito con una volatilità dei prezzi del petrolio. Inoltre, la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale da cui transita una quota rilevante dei flussi mondiali di greggio e gas naturale, rischia di compromettere il passaggio di oltre 20 milioni di barili al giorno. Questo si rifletterebbe direttamente sui costi di produzione e sulle condizioni finanziarie globali, impattando settori energivori come trasporti, costruzioni e alcune attività manifatturiere, contribuendo ad accentuare le tensioni sulla liquidità delle imprese e con inevitabili effetti sul trend delle insolvenze.
Anche l’Italia risente della situazione geopolitica, soprattutto per l’approvvigionamento di gas naturale proveniente per il 9% dal Qatar. Alla luce del conflitto, il governo italiano ha approvato alcune misure di sostegno a favore di famiglie e imprese, ma il prolungarsi delle tensioni potrebbe richiedere ulteriori azioni.
L’evoluzione delle insolvenze riflette un contesto economico ancora fragile e con nuove fonti di rischio, come le tensioni geopolitiche e l’aumento dei costi energetici e finanziari. La combinazione di questi fattori continua a esercitare pressioni sulle imprese. I dati analizzati dagli economisti Coface trovano una lettura più ampia all’interno della Guida Rischio Paese e delle pubblicazioni economiche Coface, che integrano l’analisi dei comportamenti di pagamento con una valutazione strutturata dei rischi macroeconomici, settoriali e finanziari.
Dai dati all’analisi: informazioni predittive per interpretare l’evoluzione del rischio
L’aumento del rischio geopolitico e la persistente volatilità dei mercati stanno esercitando una pressione crescente sulle imprese italiane, comprimendo i margini e accrescendo l’incertezza competitiva. In questo scenario instabile, disporre di una conoscenza approfondita dell’affidabilità creditizia di clienti e fornitori diventa un elemento strategico per prevenire insolvenze, ritardi nei pagamenti e potenziali interruzioni della supply chain.
Grazie a un’expertise globale e consolidata come assicuratori del credito e a un patrimonio informativo che copre oltre 200 mercati, Coface Business Information affianca le imprese a supporto delle decisioni strategiche e operative. I dati di mercato vengono integrati con informazioni proprietarie derivanti dall’attività di assicurazione dei crediti, analizzate da oltre 600 esperti che, ogni giorno, trasformano grandi volumi di dati in insight ad alto valore aggiunto.
In questo contesto si inserisce Urba360, la piattaforma Coface che offre una visione a 360 gradi del portafoglio di partner commerciali, supportando la valutazione e il monitoraggio dell’affidabilità creditizia attraverso informazioni predittive e indicatori chiave, tra cui:
- Score: prevede la probabilità di default su un periodo di 12 mesi attraverso un punteggio standardizzato da 0 a 10
- Late Payment Index: valuta il rischio potenziale di un mancato pagamento in futuro da parte dei tuoi potenziali e attuali partner commerciali.
- Valutazione del rischio Paese, valuta il rischio relativo presentato dalle imprese di un intero Paese.
- Valutazione del rischio Settore: valuta il rischio in 13 settori principali, attraverso l’evoluzione degli indicatori finanziari di riferimento.
- Credit Opinion: accedi ai pareri di esposizione di credito formulati dal team specializzato di Coface. Le raccomandazioni tengono conto dei risultati finanziari attuali, dei dati storici, delle previsioni future e delle registrazioni dei sinistri assicurativi.
L’importanza dell’interpretazione strategica dei dati è al centro della nuova edizione della CreditWeek, che pone i dati e l’analisi al centro del dibattito. Grazie alla solidità in ambito data-driven, il team Coface sarà presente all’evento, per discutere dell’importanza dei dati per rendere il credito più accessibile e tutelato.
(Contenuto realizzato in collaborazione con Coface)











