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Smitizziamo i più importanti miti legati agli investimenti

Smitizziamo i più importanti miti legati agli investimenti

Ci occupiamo dei falsi miti che, ancora oggi, ed incredibilmente, pervadono la mente, e condizionano i comportamenti, degli “investitori”.

Iniziamo subito col botto: investire non è una cosa che possano fare tutti. In primo luogo perché ci vuole un minimo di capitale per farlo (anche poco, pochissimo, ma ci vuole). In secondo luogo perché ci vuole la giusta mentalità per farlo. 

E se già la disponibilità monetaria è un ostacolo ad impegnare i propri soldi in Borsa, il giusto mindset per farlo è ancora più raro.

Nel mindset, cioè nella forma mentis, negli schemi mentali giusti per approcciarsi ad investire i propri denari, rientra certamente il non cadere preda di due cose: 1) errori (o bias) cognitivi 2) falsi miti che circondano questo mondo. 

Bisogna entrare sul mercato solo al momento giusto per avere successo

Nonostante ciò che molti investitori veterani o trader di azioni di TikTok (una nuova categoria di parvenu che, purtroppo, stanno sorgendo come funghi in quest’era di digitalizzazione e di “mercato-fai-da-te-falsamente-democratico-e-per-tutti”) possono provare a dirvi, nessuno sa effettivamente cosa farà il mercato. MAI.

Temporizzare il mercato è incredibilmente difficile, in quanto ci sono due decisioni da prendere: quando uscire e quando riacquistare.

Prendiamo i primi giorni di Covid, per esempio, quando gli investitori cercavano di ritirarsi dal mercato in mezzo al caos finanziario, sostenendo che sarebbero rientrati quando le cose fossero migliorate. 

Ma vendere basso e comprare alto non è un modo per fare soldi sul mercato. Anzi, è il modo migliore per perderli

Invece di cercare di cronometrare il mercato, la strada migliore per il successo a lungo termine degli investimenti è quella di mantenere la rotta. 

Evitate di farvi avvolgere dal ciclo di notizie giornaliere, e lasciate che la vostra strategia di investimento iniziale (che si spera abbiate programmato con un consulente di investimento) si sviluppi.

Dovreste aspettare che la polvere si depositi prima di investire i vostri soldi

Gli ultimi anni offrono una buona spiegazione di come funziona il mercato azionario in generale.

Nel 2020 l’economia era terribile, ma il mercato azionario era in pieno boom. Nel 2022 l’economia va alla grande, ma il mercato azionario sta vendendo. Cosa succede?

Immaginiamo che si possa dare la colpa di tutto ciò che accade alla Fed ed alle altre banche centrali, vero? Non è così, ovviamente.

Investire quando le cose sembrano cupe può portare a rendimenti sorprendenti. Investire quando le cose sono meravigliose porta tipicamente a rendimenti più bassi.

Ovviamente, questa è una semplificazione eccessiva, ma ha senso che i rendimenti siano più alti quando l’economia è in difficoltà. Perché è in quel momento che i prezzi sono più bassi. E quando l’economia va a gonfie vele, è probabile (meglio, è certo) che i prezzi siano già saliti.

Il mercato azionario fa anche un discreto lavoro di front-running dell’economia.

Nel 2009, il mercato azionario mondiale ha toccato il fondo all’inizio di marzo. Il tasso di disoccupazione ha continuato a salire fino a quando si è fermato in ottobre, 8 mesi dopo.

Nel momento in cui il tasso di disoccupazione ha raggiunto il picco, le azioni erano già salite di quasi il 60% dal fondo.

O che dire dei prezzi delle case dopo il più grande crollo immobiliare che abbiamo mai visto? Non hanno toccato il fondo per tre anni dopo il mercato azionario. A quel punto le azioni erano già salite di oltre il 100%.

Se aspettate che le cose siano perfette, vi perderete, perché il mercato azionario non si preoccupa del bene o del male, ma solo del meglio o del peggio.

Basta aspettare che le cose tornino alla “normalità” per investire

Avete mai guardato un grafico con una lunga estensione temporale, diciamo 100 anni, dell’inflazione o dei tassi d’interesse? No? Bene, fatelo.

Se l’avete fatto, vi sarete resi ben conto che quei grafici non rappresentano un’eterna crescita od un’eterna discesa, ma variano in continuazione.

Ed è normale che sia così, perché le condizioni economiche (e di conseguenza quelle finanziarie, variano in continuazione).

Magari guardando grafici a breve termine, come giorni, settimane o mesi, non ci si accorge della cosa, ma sugli anni e sui decenni, cioè sul tempo che bisogna restare investiti, la cosa è lampante.

Non esiste la normalità nei mercati o nell’economia. L’unica costante è il cambiamento.

Un rendimento più alto (come dividendi) rende l’investimento più sicuro

Prendiamo un titolo a caso, ben conosciuto, del mercato USA. Per esempio, AT&T, la nota società telefonica con una rete di telecomunicazione che copre 127 nazioni nel mondo. Oggi fornisce servizi vocali, video e trasferimento dati via Internet a privati, aziende e agenzie governative.

L’attuale rendimento medio annuale, negli ultimi 20 anni, in dividendi di AT&T è del 5,21%. Non male, vero?

Peccato che nello stesso periodo di tempo il titolo abbia perso oltre il 50% di valore. Sì, avete ancora guadagnato quei dividendi, ma i vostri rendimenti reali sono stati terribili.

Quella perdita di valore reale avrebbe ridotto il guadagno di 20 anni ad un 57,90%, che è comunque buono, vero?

Peccato che nel frattempo un semplice fondo totale del mercato obbligazionario avrebbe fatto più del doppio, con molta meno volatilità (quindi rischio), arrivando a +136,8%.

Non stiamo dicendo che dovreste evitare di investire in azioni che pagano dividendi. Un paniere di azioni con crescita dei dividendi può essere una meravigliosa aggiunta al portafoglio giusto.

Ma non si può fare affidamento solo sul rendimento per “salvarsi” quando si investe a lungo termine. I rendimenti totali sono gli unici che contano.

Conclusioni

Di miti che circondano i mercati che ne sono parecchi, potremmo continuare per pagine e pagine, ma non è il nostro scopo, ovviamente.

Lo scopo di quanto avete letto è solo di farvi capire che la realtà è ben diversa da quanto 1) percepiate voi 2) vi dicano gli altri, magari per abbindolarvi, o farvi fessi, e farvi “investire” in qualcosa di speculativo, volatile e, potenzialmente, finanziariamente pericoloso.

State attenti quando vi approcciate agli investimenti, e fatevi seguire solo da professionisti certificati.

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