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Antiriciclaggio: cosa dice la normativa approvata dal Parlamento UE?

Antiriciclaggio: cosa dice la normativa approvata dal Parlamento UE?

Le nuove norme europee sull’antiriciclaggio sono un notevole passo in avanti in questa materia molto sensibile

Di che cosa si tratta?

Il Parlamento Europeo ha rafforzato le norme in materia di antiriciclaggio, finanziamento del terrorismo e elusione delle sanzioni nell’UE.

In particolare, il Parlamento ha approvato tre proposte di legge che riguardano il finanziamento della politica dell’UE in materia di AML/CFT (Anti-Money Laundering/Combating the Financing of Terrorism).

Queste nuove regole mirano a colmare le lacune esistenti e a migliorare la capacità dell’UE di combattere questi crimini.

Da cosa è composta la nuova normativa antiriciclaggio del Parlamento UE

Il pacchetto antiriciclaggio dell’UE è composto da tre misure:

  • Un regolamento che rafforza le regole esistenti in materia di due diligence sui clienti, trasparenza dei titolari effettivi e uso di strumenti anonimi. Il regolamento include anche disposizioni sui cosiddetti passaporti e visti “d’oro”.
  • Una sesta direttiva che introduce nuove disposizioni nazionali sulla vigilanza e sulle unità di informazione finanziaria. La direttiva prevede inoltre che le autorità competenti abbiano accesso alle informazioni necessarie e affidabili, ad esempio i registri dei titolari effettivi e i beni depositati nei paradisi fiscali.
  • Un regolamento che istituisce l’Autorità Europea Antiriciclaggio (AMLA), un’agenzia indipendente che avrà il compito di vigilare sul rispetto delle norme AML/CFT nell’UE (forse avrà sede a Roma).

Prevenzione del riciclaggio

La nuova normativa antiriciclaggio dell’UE impone a una serie di soggetti, tra cui banche, gestori di patrimoni e criptovalute, agenti immobiliari e club calcistici professionistici, di rafforzare i propri controlli antiriciclaggio.

In particolare, questi soggetti dovranno:

  • Verificare l’identità dei loro clienti, il loro patrimonio e chi controlla la società. Ciò contribuirà a garantire che i soggetti obbligati non siano in grado di nascondere i propri clienti o le attività illecite.
  • Stabilire in dettaglio i tipi di rischio di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo nel loro settore di attività. Ciò consentirà alle autorità di vigilanza di identificare le aree in cui è necessario rafforzare i controlli.
  • Trasmettere le relative informazioni a un registro centrale. Ciò consentirà alle autorità di vigilanza di condividere le informazioni e di identificare più facilmente le attività sospette.

Per limitare le transazioni in contanti e criptovalute, il Parlamento europeo ha fissato limiti ai pagamenti che possono essere accettati dalle persone che forniscono beni o servizi. In particolare, i pagamenti in contanti sono limitati a 7.000 euro e i trasferimenti di criptovalute a 1.000 euro, quando il cliente non può essere identificato.

Infine, il Parlamento europeo intende vietare qualsiasi sistema di cittadinanza per investimenti (“passaporti d’oro”) e imporre forti controlli antiriciclaggio sulla residenza per sistemi di investimento (“visti d’oro”). Ciò contribuirà a prevenire l’uso di questi sistemi per facilitare il riciclaggio di denaro.

Intelligence finanziaria

La nuova normativa antiriciclaggio dell’UE prevede che ogni Stato membro istituisca un’unità di intelligence finanziaria (FIU) per prevenire, segnalare e combattere il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Le FIU avranno il compito di:

  • Raccogliere e analizzare le informazioni su attività finanziarie sospette.
  • Segnalare queste informazioni alle autorità competenti.
  • Cooperare con le autorità competenti per investigare e perseguire i reati di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

Le FIU dovrebbero inoltre condividere le informazioni tra loro, al fine di migliorare la loro capacità di identificare e perseguire i reati finanziari.

Inoltre, le FIU dovrebbero cooperare con l’Autorità europea antiriciclaggio (AMLA), Europol, Eurojust e la Procura europea. Ciò consentirà alle FIU di condividere le informazioni e di coordinarsi meglio nelle loro attività.

Titolarità effettiva nella normativa antiriciclaggio

Per identificare e bloccare in tempo i flussi di denaro illeciti, le FIU nazionali e le altre autorità competenti dovranno avere accesso a informazioni dettagliate sui soggetti coinvolti nelle transazioni finanziarie.

In particolare, le autorità dovranno poter accedere alle informazioni sulla titolarità effettiva delle società, sui conti bancari, sui registri immobiliari e fondiari.

Inoltre, il Parlamento Europeo ha proposto che gli Stati membri aggreghino le informazioni sulla proprietà di beni di valore elevato, come yacht, aerei e automobili, o di beni immagazzinati in zone franche.

Per quanto riguarda la definizione di “titolarità effettiva”, i deputati hanno concordato che si debba intendere il possesso del 15% più una azione, o diritti di voto, o altri interessi di proprietà diretti o indiretti, o il 5% più una azione nell’industria estrattiva o in una società esposta a un rischio più elevato di riciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo.

Registri dei titolari effettivi

La nuova normativa antiriciclaggio dell’UE impone agli Stati membri di istituire registri centrali nazionali delle informazioni sulla titolarità effettiva.

Questi registri dovranno contenere informazioni aggiornate e complete sui titolari effettivi delle società, comprese informazioni attuali e storiche per un periodo definito.

Le informazioni dovranno essere disponibili in formato digitale, in una lingua ufficiale dell’UE più l’inglese, e dovranno essere accessibili alle FIU, alle autorità antiriciclaggio, alle autorità competenti, agli organismi di autoregolamentazione e ai soggetti obbligati.

Gli enti responsabili dei registri centrali avranno il diritto di richiedere alle persone fisiche e giuridiche qualsiasi informazione necessaria per identificare e verificare i loro titolari effettivi.

La mancata trasmissione di dati accurati e adeguati ai registri sarà sanzionata. Gli enti responsabili dei registri centrali dovranno essere in grado di utilizzare una tecnologia adeguata per effettuare le verifiche.

Accesso informativo

A seguito di una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, i deputati europei hanno deciso di estendere l’accesso ai registri centrali delle informazioni sulla titolarità effettiva a un gruppo più ampio di soggetti.

In particolare, i deputati hanno stabilito che le persone con un interesse legittimo, come i giornalisti, i reporter, qualsiasi altro mezzo di comunicazione, le organizzazioni della società civile e gli istituti di istruzione superiore, potranno accedere ai registri.

Il diritto di accesso sarà valido per almeno due anni e mezzo, e sarà rinnovato automaticamente dagli Stati membri. Tuttavia, gli Stati membri potranno revocare o sospendere l’accesso in caso di abuso.

L’interesse legittimo deve essere applicato senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità, sul paese di residenza o di stabilimento.

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