Nel 2025 la ricchezza finanziaria globale è tornata a correre, registrando la crescita più sostenuta degli ultimi quattro anni.
Secondo il Global Wealth Report 2026 di Boston Consulting Group (BCG), il totale degli asset finanziari ha raggiunto i 333.000 miliardi di dollari, in aumento del 10,7% rispetto all’anno precedente.
Un dato che assume particolare rilievo alla luce di un contesto macroeconomico tutt’altro che favorevole, caratterizzato da tensioni geopolitiche, guerre commerciali e volatilità dei mercati. Se si considerano anche gli asset reali, il patrimonio netto globale supera i 550.000 miliardi di dollari, segnando una crescita complessiva del 9,3%.
Azioni e oro trainano la crescita
La dinamica espansiva è stata sostenuta principalmente dai mercati azionari, che hanno registrato un incremento del 13,2%, mentre l’oro ha messo a segno una performance eccezionale (+44%), favorito dagli acquisti delle banche centrali in un contesto di incertezza valutaria.
Più moderata, invece, la crescita degli asset reali (+7,4%), frenata dall’elevato livello dei prezzi nelle principali economie avanzate.
La nuova geografia della ricchezza
Uno degli elementi più rilevanti del report riguarda il cambiamento degli equilibri globali. Per la prima volta, Hong Kong ha superato la Svizzera come principale hub mondiale per la gestione della ricchezza transfrontaliera, con circa 2.900 miliardi di dollari in gestione.
Il sorpasso è stato trainato dai flussi provenienti dalla Cina continentale e dalla vivacità dei mercati asiatici, confermando lo spostamento del baricentro finanziario verso Oriente. Parallelamente, i primi dieci centri finanziari globali concentrano ormai quasi il 90% dei nuovi flussi internazionali di ricchezza.
L’Europa occidentale, tuttavia, si è distinta come sorpresa positiva del 2025, con una crescita del 15,3%, sostenuta da tassi di risparmio elevati e da effetti favorevoli dei cambi.
Mercati emergenti protagonisti
Guardando al medio termine, saranno i mercati emergenti a guidare la prossima fase di espansione. India, Brasile e Messico contribuiranno in modo significativo alla creazione di nuova ricchezza, soprattutto nella fascia degli individui con patrimoni superiori ai 250.000 dollari.
Secondo BCG, entro il 2030 questi Paesi genereranno milioni di nuovi milionari e circa 7.000 miliardi di dollari di ricchezza aggiuntiva nel segmento affluent.
Italia in forte accelerazione
In questo scenario globale, l’Italia si distingue per una crescita superiore alla media: nel 2025 la ricchezza finanziaria ha raggiunto i 7.500 miliardi di dollari, con un incremento del 17,4% su base annua.
Il dato riflette una progressiva riallocazione verso strumenti più redditizi: il 43% del patrimonio è oggi investito in azioni e fondi, quota destinata a salire nei prossimi anni.
Parallelamente, si rafforza il ruolo della gestione patrimoniale indipendente, che cresce a un ritmo dell’11% annuo, segnalando una domanda sempre più orientata verso soluzioni personalizzate.
L’impatto dell’intelligenza artificiale
Il report evidenzia infine il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nel settore del wealth management. L’adozione di soluzioni avanzate promette di aumentare la produttività fino al 30% e i ricavi per consulente fino al 20%, ridefinendo i modelli operativi dell’industria.
Prospettive al 2030
Le prospettive restano positive: la ricchezza finanziaria globale è attesa crescere a un tasso medio annuo del 7% fino al 2030, in uno scenario che ipotizza un progressivo allentamento delle tensioni geopolitiche.
Il 2025 segna dunque non solo un anno di recupero, ma l’inizio di una nuova fase di “riordino” della ricchezza globale, caratterizzata da una maggiore centralità dei mercati emergenti, da nuovi hub finanziari e da una trasformazione tecnologica destinata a ridisegnare l’intero settore.
