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Povertà energetica caro bollette

Povertà energetica, oltre 5 milioni di italiani in difficoltà per il caro bollette

Autonomi, anziani e famiglie numerose tra i più esposti: per artigiani e piccoli imprenditori i rincari delle bollette si traducono in una doppia pressione su bilanci familiari e attività.

La povertà energetica colpisce 5,3 milioni di italiani: ben 2,4 milioni di famiglie non riescono a sostenere le spese essenziali per luce e riscaldamento. Un dato significativo che riflette uno squilibrio profondo tra dinamica dei prezzi, qualità del patrimonio abitativo e capacità di spesa dei nuclei. A sostenerlo è l’Ufficio studi della Cgia-Mestre nella sua analisi sui dati Istat e Oipe.

Le regioni più colpite dalla povertà energetica

La distribuzione territoriale del fenomeno è profondamente asimmetrica. La situazione più critica si registra in Puglia, dove oltre il 18% delle famiglie è coinvolto. Qui sono oltre 302.500 le famiglie in difficoltà, per un totale di quasi 700 mila persone. Seguono a meno di un punto percentuale di differenza la Calabria, con più di 143.400 famiglie coinvolte (oltre 318 mila persone), e il Molise con 22.650 (quasi 49 mila individui in difficoltà). Un’incidenza decisamente più contenuta si registra invece, nelle Marche, Friuli Venezia Giulia e Lazio. Nel complesso, la situazione coinvolge il 9,1% delle famiglie italiane.

Aumento dei costi energetici: gas ed elettricità

I dati dell’analisi di Cgia, si riferiscono al 2024. Tuttavia, considerati i recenti rincari dei prezzi dell’energia elettrica e del gas, generati dallo scoppio del conflitto in Iran, “è molto probabile che la situazione sia destinata a peggiorare, con un aumento generalizzato della povertà energetica in tutto il Paese”, spiegano dall’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre, citata da Skytg24. Un andamento che potrebbe essersi già consolidato nel 2025: rispetto all’anno precedente, infatti, i costi del gas e dell’energia elettrica sono cresciuti rispettivamente del 6,3 e del 6,7 per cento.

A tal proposito, marzo 2026 si conferma un mese bollente: il prezzo del gas è arrivato a quota 53 euro per MWh, mentre l’energia elettrica si è attestata a 143 euro per MWh. L’aggravio complessivo per le famiglie supera i 5 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, con un impatto crescente sui bilanci domestici. Le previsioni per il 2026 stimano ulteriori marcati rincari: la spesa complessiva potrebbe crescere di oltre 5,4 miliardi rispetto al 2025 e di 6,6 miliardi rispetto al 2024. In valore assoluto, le regioni più penalizzate sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Aumenti doppi per autonomi e anziani

Tra i soggetti più vulnerabili figurano anziani soli, famiglie numerose e nuclei con redditi instabili. Ma a pagare di di più sono soprattutto gli autonomi: artigiani e piccoli commercianti che subiscono una doppia pressione, come famiglie e come attività economiche. Una duplice esposizione che ricade sui margini d’impresa e porta, in molte situazioni, a ridurre i consumi o rinviare investimenti, con effetti che si propagano sull’economia reale.

Cosa si intende per povertà energetica

Secondo l’OIPE, una famiglia è in condizione di povertà energetica quando non è in grado di accedere a servizi energetici essenziali, come riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e uso degli elettrodomestici, a un costo sostenibile rispetto al proprio reddito.

Un fenomeno complesso che non è determinato esclusivamente dal reddito, bensì dall’interazione tra vulnerabilità economica, qualità abitativa e livelli dei prezzi energetici. Un caso tipico riguarda le famiglie che sostengono una spesa energetica eccessivamente elevata rispetto al reddito disponibile. Ad esempio, nuclei a basso reddito che vivono in abitazioni poco efficienti possono arrivare a destinare una quota molto alta delle proprie entrate al pagamento delle bollette. In questi casi, l’elevato fabbisogno energetico è spesso legato a edifici mal isolati o a impianti obsoleti.

Un altro valido esempio è il cosiddetto sotto-consumo: le famiglie per risparmiare sulle bollette, rinunciano a servizi essenziali come il riscaldamento invernale o l’aria condizionata in estate. Un ulteriore segno di povertà energetica è la morosità: ritardi reiterati nel pagamento delle bollette, accumulo di debiti con i fornitori, fino al rischio concreto di distacco delle forniture.

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