Dalle dichiarazioni dei redditi 2025 emerge la mappa dell’affidabilità fiscale dei contribuenti italiani: medici e commercialisti in vetta, ristoratori e tassisti in coda. Tutti i dati.
Medici, commercialisti, consulenti del lavoro e ingegneri risultano le categorie professionali più allineate agli obblighi tributari, mentre ristoratori, ambulanti, tassisti, noleggiatori con conducente (Ncc) e concessionarie auto si collocano all’estremo opposto. È la fotografia sull’evasione fiscale per categorie che emerge dalle dichiarazioni dei redditi 2025, ricostruita a partire dagli ultimi dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) elaborati dal Sole 24 Ore. Ne deriva una “mappa del rischio” fondata sugli indici sintetici di affidabilità fiscale, lo strumento con cui l’amministrazione finanziaria misura quanto un contribuente si avvicina ai parametri attesi. Vediamo dunque nel dettaglio le categorie promosse e bocciate, i redditi medi dichiarati e le variazioni più nette rispetto all’anno precedente.
Isa: il metro di misura dell’affidabilità fiscale
Per stabilire quanto un contribuente sia affidabile – come poc’anzi accennato – è necessario fare riferimento agli “indici sintetici di affidabilità” (Isa), una sorta di pagella fiscale che assegna a imprese e lavoratori autonomi un voto da 1 a 10. La soglia della sufficienza è fissata a 8: da quel punteggio in su il contribuente è considerato “credibile” dall’amministrazione finanziaria. In questo contesto è doveroso evidenziare – prima di addentrarsi nel merito dei dati – che l’attuale affidabilità delle partite Iva è complessivamente in crescita, rispetto agli anni precedenti. Parte del merito è da ricondurre al “concordato preventivo biennale”, il patto che consente di definire in anticipo con il Fisco il reddito da tassare. La tendenza, però, non è uniforme, alcune categorie si muovono in direzione opposta.
Le categorie più allineate al Fisco
Analizzando i redditi dei contribuenti con Isa superiore all’8 e quelli con Isa inferiore a 8, all’interno della stessa categoria, si evidenziano differenze marcate. Prendendo ad esempio la categoria in assoluto più affidabile, ovvero quella dei medici, emerge che i professionisti con Isa superiore all’8 hanno un reddito dichiarato in media pari a 102.800 euro l’anno, mentre per quelli con un Isa inferiore a 8, il dichiarato è in media pari a 37.700 euro.
Distanze analoghe si riscontrano per i commercialisti, altra categoria tra le più ligie alle regole: 139.200 euro di reddito medio per i più affidabili, 50.900 euro per gli altri. Tra i dentisti, infine, il 57,7% con valutazione superiore a 8 dichiara in media 105.400 euro l’anno, mentre il restante 42,3% si attesta sui 42.700 euro.
Le categorie più distanti dalle regole
Sul versante opposto si collocano tassisti e Ncc, tra le professioni che più si allontanano dagli adempimenti previsti. In questo contesto, chi supera quota 8 dichiara in media 54.500 euro l’anno, mentre chi resta sotto la sufficienza si ferma a 33.200 euro. Più marcato lo scarto tra i ristoratori, altra categoria poco allineata agli obblighi fiscali: i contribuenti affidabili dichiarano in media 65.400 euro l’anno, contro i 15.600 euro di chi non raggiunge la sufficienza.
Le categoria in calo di affidabilità
Oltre alla fotografia statica, i dati registrano anche il movimento rispetto all’anno precedente. Come riporta il Sole 24 Ore, venditori ambulanti, agenti di commercio e concessionarie auto hanno visto la quota di dichiarazioni considerate affidabili scendere, in dodici mesi, tra il 9,5% e il 15,9%.
Il calo più evidente riguarda tuttavia le farmacie, che registrano un arretramento del 20,3% rispetto all’anno precedente. In questo caso, però, il dato va letto con cautela: il core business delle farmacie è interamente tracciato, anche per via delle detrazioni sanitarie richieste dai clienti. La flessione si spiega soprattutto con il netto ridimensionamento dei fatturati dopo i volumi elevati del periodo pandemico. L’andamento altalenante del giro d’affari ha inoltre comportato numerose riorganizzazioni, con una trasformazione della struttura dei costi e una riduzione del personale assunto che gli aggiornamenti degli indici sintetici sembrano non aver recepito nel loro complesso.
Vi sono anche altre categorie che hanno registrato una brusca frenata:
- tabaccai (-6,3%);
- bar e pasticcerie (-2,6%);
- negozi di arredamento (-1,3%);
- macellai (-1,2%).
Le categorie con affidabilità in miglioramento
Il quadro generale presenta anche segnali in controtendenza. Esistono infatti alcune categorie che hanno registrato un miglioramento nella propria affidabilità fiscale. Parliamo ad esempio dei negozi di alimentari che guadagnano 16 punti nella quota dei “promossi”: si tratta del progresso più netto dell’intero gruppo. In trend positivo anche gli psicologi (+10%), che si collocano in vetta a un ampio gruppo di professionisti che comprende geometri (+9,2%), architetti (+7,2%) e studi legali (+6,6%).
La classifica dell’affidabilità fiscale
Mettendo in fila le quote di contribuenti con voto pari o superiore a 8, ai primi posti figurano:
- medici (80,2% di pagelle promosse);
- commercialisti e consulenti del lavoro (63,4%);
- ingegneri (60,5%).
Agli ultimi posti – tra le categorie con almeno 10mila contribuenti censiti – si collocano invece:
- ristoratori (29,2% di promossi);
- concessionarie (31,2%);
- tassisti e Ncc (31,5%);
- ambulanti (31,6%);
- panettieri (32,1%).
La distanza tra i due estremi supera i cinquanta punti percentuali e disegna una geografia dell’affidabilità fiscale piuttosto stabile: le professioni con redditi tracciati o soggetti a verifiche incrociate restano nettamente avanti rispetto alle attività con incassi prevalentemente in contanti.




