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Intesa Sanpaolo: lancia offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni di MPS

Dopo la mossa di Banco BPM su MPS arriva quella di Intesa Sanpaolo. L’offerta pubblica di scambio volontaria di Intesa su MPS mira a creare un grande gruppo bancario europeo.

L’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena, consiste nell’offerta da parte di Intesa Sanpaolo di 16 azioni ordinarie di nuova emissione per ogni 10 azioni MPS portate in adesione (rapporto di concambio pari a 1,6) nonché di un euro cash per ogni azione MPS portata in adesione, con un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale di chiusura al 5 giugno 2026 e con premio del 17,4% e 18,7% rispetto agli ultimi VWAP a 3 e 6 mesi, rispettivamente. È quanto si legge nel comunicato pubblicato da Intesa Sanpaolo all’alba dell’8 giugno 2026.

Intesa Sanpaolo e MPS: gli obiettivi dell’operazione

L’offerta ha come obiettivo strategico l’ulteriore rafforzamento della leadership europea di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management, Protection & Advisory e della sostenibilità della creazione di valore per tutti gli stakeholder.

In un’ottica di gestione proattiva di temi di natura antitrust, l’operazione include un accordo vincolante sottoscritto in data odierna da Intesa Sanpaolo con Unipol Assicurazioni, che prevede la cessione di una entità giuridica bancaria comprendente il brand MPS, circa 635 filiali di MPS (con relative attività e passività) e la maggior parte delle strutture/attività centrali di MPS (con relative attività e passività) necessarie per operare come banca in modo indipendente, per un corrispettivo per cassa pari a circa 3 miliardi – 3,5 miliardi di euro.

L’accordo prevede che Intesa Sanpaolo mantenga Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di MPS e una componente limitata di strutture centrali (con relative attività e passività) di MPS, complessivamente rappresentanti circa l’ 80% dell’utile netto 2025 di MPS + Mediobanca.

Intesa Sanpaolo e MPS: i benefici attesi

Il perfezionamento dell’operazione – atteso entro dicembre 2026 e subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti e alle condizioni indicate – permetterà al Gruppo risultante di rafforzare ulteriormente il supporto all’economia reale e sociale da leader europeo – consolidando il proprio ruolo di prima banca italiana profondamente radicata in tutto il territorio nazionale che in particolare valorizza il risparmio del Paese – e di accrescere la creazione e distribuzione di valore realizzando importanti sinergie senza costi sociali, con un’integrazione agevole dei sistemi IT anche grazie alla piattaforma tecnologica digitale cloud-native isytech di Intesa Sanpaolo.

Il perimetro non ceduto di MPS ha un modello di business ben diversificato e resiliente, a supporto dell’economia reale dell’Italia e caratterizzato da una significativa componente di Wealth Management, Credito al Consumo e Corporate & Investment Banking, pienamente coerente con il modello di business e le strategie del Gruppo Intesa Sanpaolo, specificatamente con gli obiettivi e le linee di azione del Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo.

La partecipazione in Assicurazioni Generali rappresenta soltanto un investimento azionario. A seguito dell’intervenuta decisione di promuovere l’offerta, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato l’acquisto di una partecipazione pari al 3,01% del capitale sociale di Assicurazioni Generali e la sottoscrizione con una primaria controparte finanziaria di un contratto derivato di copertura avente quale sottostante la stessa partecipazione.

L’operazione ha natura meramente finanziaria, ha durata temporanea e comunque è funzionale ad assicurare che l’offerente possa mantenere, successivamente al buon esito dell’offerta, il trattamento contabile attualmente riservato alla partecipazione di Mediobanca in Assicurazioni Generali secondo il metodo del patrimonio netto.

Intesa Sanpaolo e MPS: i benefici attesi

Intesa prevede benefici dell’operazione per tutti gli stakeholder, in particolare:

– per gli azionisti: dividendi cash elevati e sostenibili, conseguenti all’ulteriore creazione di valore generata dalla realizzazione di significative sinergie senza che si aggiungano complessità, con un’integrazione agevole dei sistemi IT anche grazie alla piattaforma tecnologica digitale cloud-native isytech di Intesa Sanpaolo;

– per i clienti: rete distributiva capillare con una copertura territoriale senza eguali (circa 3.000 filiali in tutte le regioni italiane), rafforzamento della capacità creditizia a sostegno dell’economia reale del Paese e potenziamento dell’offerta di prodotti e servizi, supportato da isytech, in particolare nel Wealth Management, Credito al Consumo e Corporate & Investment Banking;

– per le persone del Gruppo: ulteriore valorizzazione e motivazione delle persone (che sono la risorsa più importante), con assunzioni aggiuntive di circa 6.800 giovani entro il 2029 (di cui circa 2.700 come Global Advisor) portando l’obiettivo di assunzioni da parte di Intesa Sanpaolo a un totale di circa 13.100 giovani entro il 2029, a fronte di circa 6.800 uscite volontarie aggiuntive, per supportare la crescita del Gruppo promuovendo il ricambio generazionale e sostenendo l’occupazione, con un rapporto di un’assunzione ogni uscita volontaria, e accresciuta attrattività per nuovi talenti e maggiori opportunità di crescita professionale;

– per la comunità e l’ambiente: valorizzazione delle realtà locali, ampliamento del perimetro di un Gruppo motore della crescita sostenibile e inclusiva, con il posizionamento ai vertici mondiali per impatto sociale, il supporto alla clientela nella transizione sostenibile e l’impegno alla decarbonizzazione.

Il Gruppo risultante dall’operazione:

– sarà il secondo dell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa;

– raggiungerà/supererà già nel 2025 pro-forma gli obiettivi del Piano di Impresa di Intesa Sanpaolo al 2029;

– beneficerà della capacità di generazione di ricavi di scala europea basata su un modello di business resiliente focalizzato su Wealth Management, Protection & Advisory, con una leadership nel Wealth Management rafforzata dal focus sulla clientela High Net Worth e da attività finanziarie della clientela pari a circa 2.000 miliardi di euro previsti entro il 2029.

 In particolare, i benefici dell’operazione sono attesi derivare:

– dal rafforzamento del radicamento italiano che valorizza il risparmio del Paese, con circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela (con oltre 250 miliardi del perimetro non ceduto di MPS), oltre 27 milioni di clienti (di cui circa 20 milioni in Italia, con circa 6 milioni del perimetro non ceduto di MPS) e una rete di consulenza di circa 21.000 persone dedicate (con oltre 2.000 consulenti finanziari / private bankers del perimetro non ceduto di MPS), pro-forma al 2025;

– dall’attivazione del significativo potenziale di crescita derivante dai circa 6 milioni di clienti acquisiti, grazie all’unicità del modello di servizio nel Wealth Management & Protection e alle fabbriche prodotto di proprietà esclusiva di Intesa Sanpaolo;

– dai punti di forza complementari e dal rafforzamento della copertura internazionale nel Corporate & Investment Banking, con circa 500 persone di Mediobanca dedicate al Corporate & Investment Banking, di cui circa la metà all’estero, avvalendosi dell’elevata complementarità tra le competenze della Divisione IMI Corporate & Investment Banking e di Mediobanca e mantenendo il brand Mediobanca;

– dalle sinergie tra Wealth Management e Corporate & Investment Banking, avvalendosi del modello di servizio di successo di Mediobanca per gli imprenditori High Net Worth (es., liquidità / eventi strategici), accelerando la realizzazione delle iniziative del Piano di Impresa. Inoltre, il Gruppo risultante dall’operazione si collocherà al primo posto in Italia nel Credito al Consumo, mantenendo una rigorosa gestione del rischio.

Il valore atteso dell’operazione

Con il perfezionamento dell’operazione, Intesa Sanpaolo accrescerà la creazione di valore anche per effetto delle sinergie e rafforzerà ulteriormente di conseguenza la politica di elevata remunerazione degli azionisti, mantenendo solidi coefficienti patrimoniali. L’operazione è prevista accrescitiva per tutti gli azionisti

Si prevede in particolare:

– un utile netto al 2029 per il Gruppo risultante dall’operazione pari a oltre 16 miliardi di euro (1) rispetto agli oltre 11,5 miliardi attesi nel Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, con ROE (2) oltre il 20%, mantenendo invariato l’assunto conservativo del Piano di un tasso euribor stabile a circa l’ 1,95%, e un ulteriore potenziale di crescita dei ricavi derivante dall’aumento dei tassi rispetto all’assunto conservativo del Piano;

– una distribuzione di circa 61 miliardi di euro per il 2025-2029 rispetto ai circa 50 miliardi previsti nel Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, con una distribuzione cash straordinaria per il 2026-2027 di 2,7 miliardi di euro e la conferma della politica di distribuzione indicata nel Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, che prevede un payout ratio pari al 95%, riferito all’utile netto contabile, per ciascun anno del 2026- 2029, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback, e ulteriori distribuzioni da valutare anno per anno a partire dal 2027 ;

– un utile per azione, un dividendo per azione e una distribuzione complessiva per azione (incluso buyback) per il 2029 in crescita di circa l’ 8% rispetto a quelli attesi nel Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, con un dividendo per azione in crescita a partire da quello relativo al 2026 rispetto al Piano di Impresa di Intesa Sanpaolo;

– un coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio nel 2029 superiore al 14%, rispetto al 13,2% atteso nel Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo. La redditività del Gruppo risultante dall’operazione, dopo la predetta cessione, beneficerà di sinergie annue ante imposte attese pari a circa 2,9 miliardi di euro a regime (2029), di cui circa 1,5 miliardi da costi (pari a circa il 10% dei costi pro-forma 2025 del Gruppo risultante dall’operazione) e, tenendo conto delle dissinergie, circa 1,4 miliardi da ricavi (pari a circa il 4% dei ricavi pro-forma 2025 del Gruppo risultante dall’operazione).

Sono previsti oneri di integrazione pari a circa 2,1 miliardi di euro ante imposte (circa 1,4 miliardi dopo le imposte). Le sinergie di costo sono previste derivare per circa 0,6 miliardi dalle spese per il personale, a seguito di uscite aggiuntive, esclusivamente volontarie, di circa 6.800 persone (di cui circa 5.000 dal perimetro Intesa Sanpaolo) e di assunzioni aggiuntive di circa 6.800 giovani (di cui circa 2.700 come Global Advisor), nel rapporto di un’assunzione ogni uscita volontaria, e circa 0,9 miliardi dalle altre spese amministrative e dagli ammortamenti.

(Fonte: comunicato Intesa Sanpaolo)

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