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Unicredit Cartolarizzazione

Unicredit: cartolarizzazione di crediti fino a 16 miliardi

L’istituto di credito amministrato da Andrea Orcel porta gli SRT oltre la pura efficienza patrimoniale: il beneficio di capitale entra subito nel pricing dei nuovi prestiti.

UniCredit prepara per il 2026 una cartolarizzazione di prestiti compresa tra 14 e 16 miliardi di euro, con la prospettiva di avvicinarsi ai 20 miliardi se la domanda di credito andrà ad accelerare nella seconda metà dell’anno. Lo ha scritto MF, riportando una notizia diffusa da Bloomberg. Si tratta di una strategia che sottolinea il ruolo sempre più centrale dei significant risk transfers (SRT) nella gestione del capitale delle grandi banche europee. Per l’istituto guidato da Andrea Orcel, sono ormai parte integrante dei processi con cui concede i nuovi finanziamenti.

Come funzionano i significant risk transfers

In concreto, con un SRT una banca cede a investitori terzi una porzione del rischio di credito legato a un portafoglio di prestiti, in cambio ottiene un alleggerimento del capitale regolamentare assorbito da quei finanziamenti. Il risultato è una minore quantità di capitale immobilizzato a copertura del credito già erogato.

Dall’efficienza patrimoniale

Dallo scorso anno, il gruppo incorpora il beneficio di capitale prodotto da tali operazioni direttamente nei processi di concessione e di pricing dei nuovi prestiti. Una scelta che sposta gli SRT dal piano della mera efficienza patrimoniale a quello della competitività commerciale.

“Abbiamo lavorato per evolvere l’utilizzo degli SRT da semplice strumento di efficienza del capitale a leva capace di migliorare direttamente la concorrenzialità dei nostri banker quando originano nuovi prestiti”, ha spiegato Stefano Chiarlone, responsabile del balance sheet management dell’istituto, in dichiarazioni riprese da MilanoFinanza:

Un meccanismo circolare

Il meccanismo consente in pratica una sorta di rotazione dei capitali: le somme liberate attraverso gli SRT vengono subito reimpiegate in nuovi finanziamenti, con una destinazione prevalente verso il mid corporate e le piccole e medie imprese. In questo modo, da un lato la banca riduce il capitale necessario a coprire i prestiti già concessi, dall’altro abbassa il costo interno del credito e può proporre condizioni più competitive ai clienti senza comprimere la redditività delle operazioni.

I principali mercati coinvolti

Attualmente tali operazioni si concentrano soprattutto in Italia e Germania, i due mercati principali del gruppo, dove i prestiti, nel primo trimestre, sono cresciuti rispettivamente del 5% e del 3%.

Cartolarizzazione dei crediti e nuovi istituti

In uno scenario di grandi tensioni geopolitiche e incertezza macroeconomica, il comparto continua comunque a espandersi. Tra gli istituti che starebbero valutando nuove operazioni figurano anche Santander, Société Générale ed Erste Bank.

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